giovedì, 08 ottobre 2009

Otto anni. Vi rendete conto? Otto anni che lavoro nello stesso posto.
Meno 27 alla pensione.
postato da: mik_is_back alle ore 13:47 | link | commenti (4)
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mercoledì, 30 settembre 2009

Madonna che schifo che faccio: nell'arco di poche ore alterno momenti di serenità a momenti di sconforto, apparentemente senza motivo. E' un periodo, passerà. O almeno è ciò che si dice in questi casi.

Torniamo a noi: surrealismo. Surrealismo è quando vai in spiaggia con un tuo amico con una bottiglia di Martini ed una di Mirto rosso, e torni a casa con il tuo amico a tracolla e due bottiglie vuote. Surrealismo è quando esci di casa tutto contento e lanciato, i tuoi amici ti guardano e ridono del tuo giubbotto in pelle, e tu ti rendi conto che il giubbotto è sì in pelle, ma è quello di tua sorella. Surrealismo è quando sei su una Fiat Uno con il padre del tuo batterista che guida, il tuo batterista sul sedile del passeggero con due teglie di agnello in mano, e tu dietro dove non ci sono sedili ma la batteria tutta smontata, col culo sulla grancassa. Surrealismo è quando esci la sera perchè vuoi conoscere una ragazza che hai conosciuto via internet, sapendo che è fidanzata, vai nel locale in cui c'è lei col ragazzo e il ragazzo che non sospetta niente ti offre pure una birra. (e poi c'è tutta la storia di quella serata ma ve la racconterò di persona).

Surrealismo è quando tutte queste cose ti sono successe davvero, e sembrano invece solo barzellette nella tua memoria, e un po' rimpiangi di non poterle rivivere.
postato da: mik_is_back alle ore 17:19 | link | commenti (8)
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sabato, 19 settembre 2009

Scrivere è come pisciare: se devi farlo, è bene non tergiversare, e quando hai iniziato è altamente sconsigliabile lasciare le cose a metà. Sembra quindi dovuto questo sgrullone a seguito dei due post precedenti.

Secondo un'indagine Mikstat, il 66% delle opere letterarie e non sono altamente tristi e/o malinconiche, e in questo 66% rientrano solitamente le migliori composizioni, ergo essendo questo il terzo post in pochi giorni ne deduciamo che sarà allegrotto ma farà anche cagare.

Sebbene non ci sia un cazzo da ridere in questi giorni, sono riuscito in poche ore a fondare un culto religioso altamente personalizzato e personalizzabile e a giocare 5 ore di fila con un videogioco (non è incredibile tanto per le 5 ore, quanto per il fatto che il gioco fosse sempre lo stesso).

Sarebbe d'uopo chiudere facendo notare che ho iniziato 5 frasi di fila con la lettera S, le prime 4 per caso, questa perchè me ne sono accorto e comunque non avevo più niente di intelligente da scrivere.

See you soon. (appunto)
postato da: mik_is_back alle ore 11:01 | link | commenti (2)
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mercoledì, 16 settembre 2009

Luci nella notte. Milano sa anche essere bella se alzi lo sguardo, specie quando fa buio. Pensare questo mentre si è seduti sui gradini di piazza Duomo, dalla parte del palazzo reale, non ha prezzo, come nella famosa pubblicità.

La cosa forse buffa è che una scena del genere intenerisce persino chi la vive. Vedere sè stessi seduti in quel modo, con il marsupio tra le ginocchia, il cellulare in una mano e la sigaretta nell'altra, con il naso all'insù a contemplare l'illuminazione pubblica, è un'immagine da farci un quadro.

Mi spiace solo non saper disegnare, mi sarei dipinto volentieri in quella maniera. Avrei dipinto anche la gente che fa le foto al Duomo, quella che credendosi Anita Ekberg si mette in pose improbabili davanti all'obiettivo stanco delle macchinette digitali, quella che ha comprato l'ultimo giocattolo trendy dall'ambulante di turno e lo esibisce continuamente e fastidiosamente.

Magari avrei messo nel quadro anche la galleria, bella imponente, con la scritta "A Vittorio Emanuele, i Milanesi". "Bastava una cravatta", avrei commentato poco dopo. Due colpi di pennello per le corone di fiori, e fine del quadro. Anche perchè nel frattempo la persona che aspettavo era arrivata, e dovevo ricompormi.

Intanto mi interrogavo sul perchè quel momento mi era parso così bello. Non avevo ancora bevuto niente, nè assunto sostanze diverse dalla pizza e dall'aranciata. C'erano le luci, c'era la gente, c'erano il Duomo e la galleria, c'era il maxischermo che trasmetteva un sacco di cazzate, una bella temperatura, un bel cielo senza nuvole. Però  non c'era nulla che non avessi già visto, nulla che avessi particolarmente voglia di vedere. Anzi, avrei preferito essere lì in un altro contesto, magari come studente o come semplice turista. Eppure, oh, era bello. Tanto bello.

Forse perchè ricordava le sere d'autunno a Sassari, quando iniziava a fare buio presto ma non faceva ancora così freddo per passare il pomeriggio a casa, e allora si cercava un punto sufficientemente illuminato (che variava a seconda del periodo e di come girava a me e soci) e si passavano le serate lì a giocare a pallone quasi completamente alla cieca e a fare i primi discorsi "da grandi", spesso senza sapere di cosa si parlasse in realtà.

Forse perchè ricordava tempi migliori. Eppure non me la sentirei di tornare indietro. Ecco, sono incastrato tra due tempi. Qualcuno porti un chilo di olio motore, per favore.
postato da: mik_is_back alle ore 17:58 | link | commenti (2)
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lunedì, 14 settembre 2009

Mille e mille volte mi sono chiesto perchè fosse d'uso comune associare il cuore ai sentimenti. Perchè non le mani, le labbra, o una qualsiasi altra parte del corpo? Perchè non la testa ad esempio, dato che alla fine è lei che comanda tutta la baracca?

Ieri, come tante altre volte, ancora me lo chiedevo, buttato sul mio letto tra una tv accesa che trasmetteva un gran premio poco emozionante ed un pc che di tanto in tanto sbuffava qualcosa dai poveri hard disk sovraccarichi. Con gli occhi verso il soffitto mi domandavo cosa siano i sentimenti, come possiamo noi capire quando scatta qualcosa di diverso trovandoci di fronte ad una persona piuttosto che ad un'altra.

La domenica, si sa, è il giorno peggiore per porsi questi interrogativi, infangata com'è tra l'accidia del fine settimana e lo spettro del lunedì che incombe sempre più pressante col passare delle ore. E mentre cercavo di spantanarla, spingendo e dando di acceleratore, capivo e definivo sempre più quello che ciascuno mi ha dato e può ancora darmi. Ripercorrevo una ad una tutte le persone della mia personalissima agenda neurale, discernendo quelle che erano semplici conoscenze dalle amicizie, e poi ancora le amicizie occasionali da quelle vere, e le sbandate momentanee dagli amori. E il cuore ha cominciato improvvisamnete a battere le care vecchie dodici battute da 4/4.

Mentre il sole andava a fare in culo dietro l'hangar di Linate, cercavo di capire perchè a volte sia così difficile guardare una persona in faccia e dirle che le vuoi bene, mentre altre volte ti viene così spontaneo che sembra una cosa fatta per scherzo. Ero in effetti insieme ad una persona che nella mia vita è stata cruciale, a dir poco, e nonostante questo la nostra amicizia si è sempre basata su occhiate e silenzi, per prorompere poi in grande risate, frenarsi su tensioni appena accennate, e riprendere inesorabilmente con piccoli e grandi gesti di tutti i giorni. Un'amicizia insolita, per così dire, ma finora funziona, e io non voglio cambiarla di una virgola.

Dopo una notte scandalosamente agitata (persino per me, che pure sono capace di far incazzare Budda durante il sonno), tutti i miei dubbi sui sentimenti non hanno deciso di togliere il disturbo. E loro son peggio degli ospiti, puzzano ben prima dei tre giorni canonici. Poco male, il lavoro forse potrebbe sopirli, o rimandarli nel posto da cui son venuti, qualunque esso sia. E invece no.

E invece stamattina, un po' per gioco e un po' per curiosità, sono andato a cercare qualche immagine di chi, sono sicuro, ho amato tanto. Rieccoli, i miei 4/4, un blues struggente e incontrollabile, una roba che B.B. King non saprebbe suonarci sopra, che farebbe commuovere un blocco di porfido.

Qui ho capito tutto: pare proprio che il cuore sia un magazzino, un inventario di quello che proviamo durante la nostra esistenza. E quando i nostri sensi richiamano queste sensazioni, un piccolo, panzuto magazziniere coi baffi arricciati e il cappello sempre sulle ventitrè, agita lo scatolone che le contiene, ed urla "sì capo, ce l'ho ancora in inventario!". Poi si siede su una cassa, in un angolo, con una Gibson semiacustica, ed intona un malinconico blues...
postato da: mik_is_back alle ore 15:13 | link | commenti (3)
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martedì, 08 settembre 2009

Che strano dover scrivere della morte di Mike Bongiorno. Che certo non ha fatto chissà quali opere meravigliose, e se vogliamo nel privato pareva pure essere antipatico (sebbene non avendolo conosciuto di persona non possa avere metro di paragone). Eppure è impossibile nascondere il dispiacere. Non muore solo una persona, e neanche un presentatore.

Muore un pezzo della nostra infanzia, quando ancora innocenti lo vedevamo dal basso verso l'alto come un punto di riferimento, un personaggio pubblico che sfondava i nostri schermi ed entrava in casa nostra, e provo infatti una sensazione di familiarità nel vedere le sue foto in queste ore.

Ma soprattutto se ne va un simbolo di quella televisione, no, di quell'Italia che il giovedì sera anzichè fare l'aperitivo di corsa e andare a vedere porcate immonde in televisione, si riuniva con la propria famiglia per vedere i suoi quiz. Scompare un punto di riferimento, che con i suoi difetti ed i suoi deliri di onnipresenza finiva comunque per essere una parte della nostra cultura e della nostra era.

Vi sfido a trovarne un altro con lo stesso carisma, oggi.

Riposa in pace, Mike.
postato da: mik_is_back alle ore 15:21 | link | commenti (4)
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lunedì, 17 agosto 2009

Ragazzi che dite, la invitiamo alla prossima partita?
(clicca per ingrandire)



Ma "succhiapalle" sarà il cognome?
postato da: mik_is_back alle ore 09:48 | link | commenti (8)
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martedì, 11 agosto 2009

Posso affermare senza alcun dubbio che i numeri vincenti del Superenalotto saranno tutti e sei compresi tra l'1 e il 90, aspettate la prossima estrazione e vedete se non ho ragione.

La vita è semplice, cazzo.

Basta seghe mentali, basta perfezionismo.

Peccato che pochi lo capiscano.

Per fortuna che alcuni di quei pochi mi sono amici.
postato da: mik_is_back alle ore 15:22 | link | commenti (2)
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lunedì, 10 agosto 2009

Ho scritto il post del rientro dalle vacanze in nave ma faceva cagare e non l'ho mai pubblicato. L'ho anche cancellato perchè non sono uno scrittore che prende i vecchi lavori scartati e li raccoglie per farne un libro. A pensarci bene non sono uno scrittore e basta. Ma torniamo alle vacanze appena finite.

Dieci giorni di mare su quattordici, quasi tutti con le mie sorelle più parentela varia, sono un buon bottino, specie considerando che dalla finestra alle mie spalle in questo momento si vede venir giù tanta di quell'acqua che metà bastava.

Cose positive ce ne sono state, dalle chiaccherate con la famiglia alle partite a carte in spiaggia, dalla mia abbronzatura alle passeggiate (e talvolta corse), dal mirto fatto in casa ai caffè al bar in riva al mare.

Cose negative non ce ne sarebbero state neanche tante, se non fosse che ho ancora testa e cuore perduti nello spazio, e nonostante due settimane di impegno non sono riuscito a quagliare granchè.

Forse seguiranno aggiornamenti.
postato da: mik_is_back alle ore 10:03 | link | commenti (1)
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venerdì, 10 luglio 2009

Fisarmonica.
postato da: mik_is_back alle ore 01:01 | link | commenti (5)
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